La Preistoria
La Protostoria
Il periodo etrusco
Il periodo romano
Il Medioevo
Età Moderna
Età Contemporanea
La Preistoria

La Preistoria

La Preistoria è il periodo della storia umana privo di fonti scrite e perciò distinto dalla Storia che invece ne conserva. Questa distinzione oggi è superata, ma permane in letteratura. La Preistoria comincia con la prima attestazione di umani in una data zona (per l'Italia circa 1 milione di anni fa) e finisce con la rivoluzione neolitica (vedi sotto). Si divide in Paleolitico inferiore (1 milione - 100000 anni fa),...
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La Protostoria

La Protostoria

La Protostoria è la parte della Preistoria che comincia con la formazione di culture sedentarie prima in Medio Oriente e Africa settentrionale e poi in Europa. Si distinguono i seguenti periodi: Neolitico (circa 5500-3500 a.C.), Eneolitico (3500-2300), Bronzo (2300-1000), Ferro (1000-725). L'età del Ferro in alcune regione d'Europa termina con la conquista romana o con la cristianizzazione medievale. Così anche la rivoluzione neolitica procede da est a ovest e occupa...
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Il periodo etrusco

Il periodo etrusco

A partire già dal periodo Orientalizzante una serie di abitati si collocano lungo la direttrice verso Massa Marittima e a controllo della laguna costiera. È probabile che già da questa fase vi fosse un interesse magari non esclusivo per la siderurgia. Prove di tale attività sono oggi note nelle colline metallifere e o sviluppo precoce di Vetulonia e Populonia fu in parte prodotto anche da questo. Le fornaci scavate a...
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Il periodo romano

Il periodo romano

Il paesaggio di età romana intorno alla laguna di Scarlino è caratterizzato da alcune ville nella parte sud, mentre nella porzione oggi corrispondente al comune di Follonica abbiamo qualche edificio ad uso abitativo e alcune frequentazioni che possiamo interpretare come strutture di supporto alla produzione agricola. Abbiamo anche qualche impianto produttivo siderurgico. A partire dalla tarda antichità, tuttavia il territorio sembra privo di siti. La fascia collinare sembra al momento...
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Il Medioevo

Il Medioevo

Il paesaggio medievale è caratterizzato da una serie di castelli (Valle, La Castellina, Montioni vecchio) e un edificio forse con funzioni religiose (La Pievaccia) che si dispongono sulle fasce collinari evitando la laguna. Questa almeno dopo l’anno 1000 doveva aver seguito l’andamento delle altre lagune tirreniche ma una reale chiusura al mare sembra improbabile fino a tutto il XIII secolo. I castelli si dispongono sulle alture anche nei territori limitrofi...
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Età Moderna

Età Moderna

Il paesaggio di età moderna è caratterizzato dalla chiusura di tutte le lagune costiere. Dinamica che determinò la formazione del padule di Scarlino, uno stagno di acqua dolce, potenzialmente pericoloso in concomitanza con una fase climatica calda per lo sviluppo della malaria. La quasi totale assenza di siti ancora nel Catasto Lorenese, la grandezza delle particelle catastali e l'uso prevalente a bosco (fra il 60 e l'80%) suggeriscono un paesaggio scarsamente...
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Età Contemporanea

Età Contemporanea

Il paesaggio di età Contemporanea è caratterizzato da una progressiva industrializzazione. La progressiva meccanizzazione del lavoro e l'inizio di quella che noi oggi definiamo come produzione di massa, portò ad un radicale cambiamento dell'intera società. Le modifiche apportate all'impianto siderurgico di Follonica durante l'età Contemporanea incarnano perfettamente la filosofia che stava dietro a questo momento storico.
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Il popolamento nella protostoria

Per la protostoria le testimonianze si fanno più evidenti. Nell’area della Pievaccia è stato individuato uno dei siti più rappresentativi di questo periodo. Si tratta di un villaggio protostorico venuto alla luce durante la realizzazione di una cessa tagliafuoco sulle pendici sud orientali di Poggio al Chiecco. In base ai materiali rinvenuti il sito si colloca in un orizzonte databile tra il Bronzo Finale e la prima Età del Ferro (X-IX secolo a.C.). Lungo la cessa vennero identificate quattro concentrazioni di ceramica e di frammenti di argilla con impressi delle tracce riconducibili a canne. Questo ha fatto ipotizzare ad un villaggio di capanne costruito con materiali deperibili e con ampi spazi tra le strutture, magari destinati a vari usi.

Due tipologie di capanna (tratta da glialbori.com)
Un esempio di palafitta (tratta da glialbori.com)

Le prime attività di riduzione del ferro

Le prime aree “siderurgiche” a Follonica potrebbero risalire proprio alla protostoria. Il primo impianto produttivo era situato nei campi di S. Giuseppe. Al momento, il sito, è caratterizzato dalla presenza di scorie, minerali e frammenti di concotto che in origine dovevano far parte dei forni. Le scorie risultano prevalentemente compatte e pesanti, di colore nerastro lucido. Sono presenti anche scarti più leggeri vetrificati. Il minerale grezzo impiegato è ematite dell’Elba nella variante oligisto.

Il secondo impianto produttivo si trovava in prossimità del podere del Felciaione. Il sito è stato scoperto grazie alla realizzazione di un fosso di drenaggio. Lo scavo del fosso, effettuato tramite mezzo meccanico, aveva messo in luce i resti di quattro distinti forni fusori. Le evidenze meglio conservate trovano possibili confronti con fornaci a ventilazione forzata e sovrastruttura emisferica del tipo slag tapping, ovvero: forni in cui le scorie si depositavano sul fondo, tipiche delle prime lavorazioni siderurgiche del tardo periodo la Tène. Una cultura sviluppatasi in Europa durante la tarda età del Ferro.

Resti di una fornace per la riduzione del ferro rinvenuta presso podere Felciaione (tratto da Cucini 1991, p.25)
Sezione forno fusorio podere Felciaione (tratto da Cucini 1991, p.26)

Per approfondire:

  • Cucini, C. (1985) Topografia del territorio delle valli del Pecora e dell’Alma, in R. Francovich (a cura di), Scarlino I. Storia e Territorio, Firenze, pp. 147-335.
  • Cucini, C. (1991) Due antichi impianti siderurgici presso Follonica (Grosseto-Toscana), in Papers of the Fourth Conference of Italian Archaeology, 4, Accordia Research Center, University of London, pp. 23-30.