Montieri

Montieri è un borgo toscano in Maremma, luogo ideale da visitare durante una vacanza a Follonica per gli itinrerari naturalistici, storico e culturali

La prima notizia relativa al borgo toscano di Montieri, ubicato ad appena un ora da Follonica, risale al 973. Un atto di vendita del conte Alberto degli Aldobrandeschi lo cita indirettamente come borgo facente parte del contado di Populonia. Dal X secolo d.C. in poi le vicende di questo piccolo centro furono alquanto travagliate. Montieri, infatti, possedeva le più importanti miniere d’argento della zona.

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Come a Monterotondo Marittimo anche a Montieri sono stati condotti degli scavi archeologici da parte dell’Università degli studi di Siena. I risultati ottenuti hanno permesso di delineare l’assetto urbano del borgo nel Medioevo. Non solo, ricerche e scavi si sono estese anche al territorio, come del resto testimoniano le indagini effettuate sulla canonica di San Niccolò. Unico complesso ecclesiastico in Toscana ad avere ben sei absidi.
Le chiese presenti nel centro storico: San Giacomo e Francesco e Santi Paolo e Michele valgono sicuramente una visita. Quest’ultima custodisce il busto reliquario dedicato al Beato Giacomo. Una figura eremitica, vissuta probabilmente nel XIII secolo, particolarmente venerato a Montieri. In base a quanto tramandato gli venne tagliata una mano e un piede perché sorpreso a rubare nelle miniere di argento. Dopo essersi pentito decise di vivere da eremita.
I borghi che caratterizzano il comprensorio sono altrettanto interessanti. A Gerfalco, il cui nome probabilmente deriva da gerfalke: portatore di falco in alto tedesco, inizia, ad esempio, il geo-percorso che conduce fino alle cave di rosso ammonitico sulle cosiddette cornate. Cave, che hanno fornito il materiale per la pavimentazione di colore rosso del Duomo di Siena. Sulla strada tra Montieri e Boccheggiano invece è possibile osservare il geosito chiamato “Le Roste”. Il deposito di origine artificiale deve il suo tipico colore rosato ai solfati di rame che lo compongono.
A Travale invece sono presenti varie centrali geotermiche gestite dal Enel Green Power che, l’evento “Centrali Aperte” che si tiene nei mesi estivi vengono aperte al pubblico. Il paese in questione, oltre ad essere noto per l’attività geotermica, è conosciuto anche per la “Guaita di Travale”. Ovvero una pergamena redatta nel 1158 con lo scopo di appianare una contesa territoriale fra il conte Ranineri e Galgano Pannocchieschi.

Il Territorio di:

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