Ilva

Il vecchio complesso siderurgico di Follonica, comunemente noto come ex-Ilva, può essere considerato come una delle più importanti testimonianze di archeologia industriale di tutta la Toscana.

Nel 1546 venne costruita la prima ferriera, successivamente affiancata da un “distendino”. Nel 1817-18 venne costruito il forno di S. Frediano, ritenuto per l’epoca uno dei più all’avanguardia d’Europa. Oggi è la sede del museo del MAGMA. In un secondo momento furono aggiunti anche il forno di S. Leopoldo e il forno di Maria Antonietta.

I tre forni permisero al granduca Leopoldo II di espandere la produzione, dedicandosi anche alla lavorazione artigianale della ghisa. Il grande cancello in ghisa posto all’entrata della città fabbrica e il pronao sempre in ghisa della chiesa di S. Leopoldo, progettati entrambi da Alessandro Manetti e Carlo Reishammer, mostrano in modo evidente l’ottimo livello qualitativo raggiunto dalle maestranze.

Nel 1952 le strutture passarono al demanio e circa trenta anni dopo (1983) l’allora soprintendenza per i beni architettonici iniziò il restauro del forno di S. Frediano (fonderia 1) e della fonderia 2, nei cui ambienti sono stati condotti alcuni scavi archeologici.

Il cancello Magonale dell‘Area ex ILVA di Follonica è un artistico portale in stile neoclassico, interamente in ghisa, che permette ancora oggi l’ingresso all’area.

La torre con orologio risale agli anni Trenta del secolo scorso, si trovavano lì anche due campane di bronzo artistiche, fuse a Pistoia da Terzo Rafanelli. Dopo la costruzione del Palazzo Granducale la palazzina della torre venne suddivisa in appartamenti per i dipendenti delle Fonderie.

Attualemente questo edificio è la sede della biblioteca comunale (soprannominata della ghisa) della città di Follonica. La struttura risale al XVII secolo, perido in cui era adibita a forno quadrato grande. Funzione che esercitò fino al 1838, quando venne trasformata in officina meccanica.