Massa Marittima

Il "capoluogo" delle colline metallifere

La città compare per la prima volta in un documento del X secolo (d.C.).
In realtà, l’area era già frequentata a partire dalla Preistoria, come del resto testimoniano i resti rinvenuti nei siti di Pianizzoli e Vado all’Arancio.

In età etrusca, Massa, faceva parte del territorio di Vetulonia, mentre nel periodo romano entrò a far parte di quello di Populonia. Nel IV secolo (d.C.), la città, aveva ancora un certa importanza.
Secondo alcune ipotesi potrebbe, addirittura, aver dato i natali a Gallo Cesare, fratello dell’imperatore Costantino, che secondo lo scrittore Ammiano Marcellino nacque presso una Massa Veternense apud Tuscos. Nel IX e X secolo (d.C.) i rapporti tra i due centri si invertirono: Populonia venne progressivamente abbandonata, Massa invece, conobbe un forte sviluppo urbano.

Una dinamica che può essere facilmente spiegata dalla posizione che essa aveva all’interno del comprensorio delle colline metallifere.

Posizione, che le consentiva di controllare alcuni dei giacimenti più importanti del territorio.Fra X e XI secolo, la sede episcopale della diocesi di Populonia venne trasferita a Massa. Avvenimento celebrato con la costruzione di una nuova chiesa cattedrale intitolata a San Cerbone.

La Massa Marittima bassomedievale si sviluppò sotto al castello vescovile di Monteregio, che trovò il suo fulcro nell’attuale Piazza Garibaldi. Piazza, che tra XI e XIII secolo vide la costruzione della cattedrale, di alcune case-torri gentilizie e dei principali edifici pubblici comunali. Nei primi anni del Duecento il comune di Massa iniziò a diventare sempre più autonomo.

Nel 1225, riuscì prevalere sul vescovo nella lotta per il controllo politico della città. Da questo momento in poi il vescovo scelse di ritirarsi a Monteregio, che il Comune isolò anche fisicamente erigendo davanti a esso la torre del Candeliere e fondando alle spalle del castello vescovile un grande abitato fortificato, noto come Città Nuova.
Nel 1335, Siena, conquistò la città di Massa, che perse così la sua autonomia.

Il dominio senese ha lasciato traccia anche sul piano urbanistico. Il cassero, costruito dai senesi, inglobò le antiche fortificazioni di Monteregio, creando in questo modo una divisione ancora più marcata tra città vecchia e città nuova.