L'ex Ilva, il vecchio complesso siderurgico di Follonica, è considerato una delle più importanti testimonianze di archeologia industriale in Toscana

Gavorrano: Castel di Pietra

Catel di Pietra, grazie anche alla sua posizione strategica, esercitava il controllo sui giacimenti minerari situati nelle alture vicine. Nel Medioevo il castello dominava la via che metteva in comunicazione la pianura di Grosseto con il comprensorio delle colline di Massa Marittima. Nel 1203, ad esempio, gli uomini del castello potevano impedire il transito al sale grossetano che non provenisse da magazzini Aldobrandeschi o senesi

Dal 1997 al 2007 il castello è stato oggetto di numerose campagne di scavo, le quali hanno permesso di capire, insieme alla documentazione scritta, la storia dell’insediamento. Nelle fonti documentarie di inizio XII secolo, Castel di Pietra, perse la qualifica di castrum per assumere quella di castellum. Lo scavo archeologico ha permesso di riconoscere nell’edificazione di una piccola torre, costruita con tecnica muraria di tipo romanico, e databile proprio al XII secolo, i segni dell’affermazione del potere signorile sull’insediamento.

Nel XIII secolo le strutture del castello vennero radicalmente ridefinite, facendo assumere al sito l’aspetto che vediamo ancora oggi. Nel corso di questo secolo, però, il controllo della rocca non era esercitato dagli Aldobrandeschi che la rivendicavano, ma bensì dai loro vassalli: i Pannocchieschi. Solo a metà del XIII secolo emerge con chiarezza dai testi documentari il ruolo che i Pannocchieschi ricoprivano nel controllo signorile di Castel di Pietra. Nel 1263 Inghiramo e Paganello, figli del defunto Mangiante “da Pietra”, furono costretti a cedere al Comune di Siena i propri castelli, compreso quello di Pietra. Infine, nel XIV secolo, contestualmente all’inserimento di Castel di Pietra entro i territorio di Massa, si verificò l’affermazione di nuovi poteri signorili incentrati sul castello a opera delle famiglie senesi dei Tolomei e dei Malavolti.

Il castello è tradizionalmente identificato con quello in cui trovò la morte la Pia de’ Tolomei citata da Dante Alighieri nel quinto canto del Purgatorio: “deh, quando tu sarai tornato al mondo, e riposato della lunga via” seguito il terzo spirito al secondo, “ricorditi di me che son la pia : Siena mi fe’ e disfecemi Maremma: salsi colui che’ nnanellata pria disposando m’avea con la sua gemma”.

La Pia, infatti, è stata identificata dai commentatori della Divina Commedia come una donna appartenente alla famiglia senese dei Tolomei. Secondo la tradizione, la donna, venne uccisa nel castello di Nello da Pietra (riconoscibile secondo alcuni in Nello di Inghiramo Pannocchieschi) per fare in modo che egli potesse sposare Margherita Aldobrandeschi. Di questo nuovo sodalizio abbiamo notizia certa, dal momento che venne preso a pretesto dal papa Bonifacio VIII per sciogliere il matrimonio della contessa Margherita con Loffredo Caetani, nipote del pontefice.

Castel di Pietra è conosciuto per la Pia de' Tolomei. Secondo la tradizione, la donna trascrose i suoi ultimi giorni rinchiusa proprio in questo castello

In origine questa struttura, a pianta quadrangolare, era adibita nel XIII secolo a residenza signorile. Nei primi anni del XIV secolo invece venne trasformata in magazzino. Le tre nicchie con arco a tutto sesto, ricavate dallo spessore del muro precedente, risalgono a questo periodo.

Il recinto del cassero (fine XII-prima metà del XIII secolo) ha una forma trapezoidale. L’edificazione di questa struttura comportò un livellamento generale di tutta l’area occupata dal cassero. Il sedimento, asportato dove necessario, fu successivamente utilizzato per colmare le aree che presentavano dislivelli.

Castel di Pietra è conosciuto per la Pia de' Tolomei. Secondo la tradizione, la donna trascrose i suoi ultimi giorni rinchiusa proprio in questo castello
Castel di Pietra è conosciuto per la Pia de' Tolomei. Secondo la tradizione, la donna trascrose i suoi ultimi giorni rinchiusa proprio in questo castello

Le mura erano formate da grandi blocchi di pietra squadrati e disposti su filari orizzontali legati da una malta piuttosto tenace. Per quanto riguarda la torre trapezoidale, la datazione al radiocarbonio ha fornito un orizzonte cronologico compreso fra 1080 e 1160.