Chiesa di S.Leopoldo

Iniziata nel 1823, consacrata nel 1838 e terminata soltanto nel 1841, nacque su iniziativa del granduca Leopoldo II. La chiesa, realizzata su progetto di Alessandro Manetti e Carlo Reishammer è unica nel suo genere. Non tanto per la struttura in se stessa (comune anche ad altri edifici sacri), quanto per alcuni elementi architettonici realizzati in ghisa.

Nel 1928, subì un primo restauro, mentre nel 1950 venne posato un nuovo pavimento in marmo, oggi sostituito da uno in cotto. La chiesa a croce latina, presenta un pronao alla seriliana in ghisa. Di ghisa, sono anche le tre colonne che sorreggono la trabeazione. In basso, un balaustra sempre in ghisa decorata a traforo delimita l’area del pronao.

L’arco centrale è decorato da un motivo con acroteri a palmette nelle fascia superiore e da cherubini in quella inferiore. Ai lati dell’arco, ci sono due fregi in ghisa modellati dallo scultore Lorenzo Nencini nel 1841. I fregi raffigurano San Leopoldo che distribuisce i beni ai più poveri.

L’interno della chiesa è a navata unica con copertura a capanna e volta a crociera. Su consiglio dei due progettisti, alcuni elementi dell’arredo interno furono realizzati in ghisa, come la base del pulpito, la balaustra del presbiterio, le colonne che sorreggono la mensa e i candelabri ai lati dell’altare maggiore.

Nel transetto destro, è ubicato il monumento funerario dedicato a Daniele Silvestri: primo amministratore delle miniere e del ferro. Il monumento, realizzato da Leopoldo Arcangeli, è costituito da un busto in marmo e da una lapide in marmo inserita entro una cornice centinata in ghisa. Al centro dell’altare maggiore si trova il tabernacolo eseguito nel 1841 dal Nencini su disegno del Reishammer.

Nella cappella a sinistra vi è collocato il fonte battesimale della chiesa dal caratteristico piedistallo in ghisa. Inoltre, sempre qui trova posto anche una statua in marmo raffigurante San Giovanni Battista scolpita dal Nencini.

San Leopoldo può considerarsi uno dei pochi pionieristici esemplari di architettura del ferro in Italia. Anche all’interno della chiesa come all’esterno molti sono gli elementi in ghisa.

L’ultimo restauro del 1998 ha riportato tutta la chiesa al suo antico splendore, acquisendo il titolo di “Monumento Nazionale”. Restituire alla Chiesa la policromia originale significava anche tornare alla pavimentazione in cotto, eliminando il marmo che era stato sovrapposto negli anni ’50. 

La statua di San Leopoldo, di fianco alla porta della Sacrestia, è stata realizzata dallo scultore Stefano Pierotti  il 5 Maggio 2005. La scultura è stata realizzata in bronzo presso la fonderia d’arte di Pietrasanta. Il Santo è stato raffigurato ritratto con un edificio religioso in mano a ricordo delle numerose chiese e monasteri da lui fondati.