La Pievaccia

Sulla cima di una collina oggi coperta dal bosco è da sempre noto con questo nome un edificio in pietra dalla marcata connotazione militare-difensiva, sebbene il nome suggerisca una funzione religiosa. Lo scavo e il rilievo in occasione del restauro nel 1996 hanno permesso di cogliere due fasi da collocare fra basso medioevo ed età moderna, ma non hanno chiarito la natura e la funzione di questo edificio a pianta rettangolare a due piani con muri spessi e un recinto di modeste dimensioni realizzato intorno con materiale e tecniche decisamente più poveri. La tecnica costruttiva rimanda al XII o al XIII secolo.

Il piano terra, al quale si accede da quello che doveva essere l’ingresso principale, è costituito da una sala rettangolare, non absidata, chiusa verso l’alto da una volta a botte. Sopra all’arcata della porta vi è una croce lucifera che, insieme alle sue porte costituiva una terza fonte di luce.

Al primo piano si aprono alcune finestre ad architrave su mensole convesse. Una di queste è allineata con la porta principale. Sotto al davanzale del lato posteriore si possono notare alcune buche pontaie, le quali con molta probabilità dovevano sostenere un camminamento sopraelevato.

Molto probabilmente la destinazione d’uso di questo piano doveva essere diversa rispetto a quella del piano inferiore. Una delle ipotesi più accreditata è che questa parte della struttura fosse adibita a controllo sul territorio. Da questa altezza, infatti, il cono visivo si estende per alcuni chilometri in ogni direzione.