Osservata dall’alto, la pianta di Follonica appare divisa in due metà, pressoché speculari, dal tracciato di via Roma e via Massetana.
Via Roma, già via del Commercio, è tutt’oggi la zona pedonale e centrale dello shopping, del passeggio, del ritrovo serale e degli aperitivi nei gazebi esterni dei locali. Il suo tracciato collega l’Ex Ilva al mare, proprio nella zona in cui, dagli anni trenta dell’Ottocento, sorsero le prime costruzioni dell’abitato, secondo l’impianto moderno a maglie ortogonali ancora visibile: Follonica stava crescendo e si stava preparando a trasformarsi da città-fabbrica in stazione balneare e infine nella cittadina turistica che vediamo oggi.
Dal Palazzo Comunale si diparte il tratto non pedonale di via Roma, che costeggia il muro magonale del villaggio fabbrica, la Chiesa di San Leopoldo, la Fonderia 2 e infine il Parco della Rimembranza, che offre una piacevole passeggiata ombreggiata dai lecci e custodisce il Monumento ai caduti. Dal lato opposto, alla fine della via, il monumento dedicato ai donatori di sangue realizzato da Aviero Bargagli nel 2018.
Molti elementi della prima follonica sono ancora riconoscibili: il Cancellone in ghisa, monumentale accesso agli impianti siderurgici, il Casello idraulico, realizzato tra il 1840 e il 1844 come centro direttivo della bonifica delle zone circostanti e oggi spazio per iniziative culturali. La settecentesca Casa Storta, in Piazza del Popolo, fu costruita sotto il principato di Gaetano Boncompagni di Piombino, dunque prima degli edifici di via Roma, e per questo non ne segue l’allineamento, ma è ruotata, storta appunto. La Pinacoteca Civica, di inizio Novecento, prima Casa del Fascio, poi Casa del Popolo, ospita oggi mostre temporanee, eventi culturali e una collezione permanente con opere donate da artisti contemporanei. E infine la Casa Gobba, in origine un magazzino, più volte modificata, conserva ancora il prospetto asimmetrico a cui deve il nome.
