La centralissima Piazza Vittorio Veneto è una delle piazze-giardino di Follonica: palme, pini e magnolie costeggiano panchine su cui sostare prima di proseguire tra le vie della città.
Siamo a qualche decina di metri dalla zona pedonale di via Roma, coi suoi negozi e locali, dal Mercato Coperto, dal Palazzo Comunale e dall’area Ex Ilva.
Via Bicocchi costeggia la piazza e porta fino alla stazione ferroviaria, mentre ci ricorda il nome di una famiglia molto importante per Follonica, proprietari dal 1851 della Fattoria Numero Uno, che comprendeva gran parte di quello che è poi divenuto il territorio urbano, e fautori della rinascita agricola della zona.
Il solenne Monumento ai caduti della grande guerra che decora il centro della piazza, tra palme e aiuole fiorite, è opera di Giacomo Zilocchi, con la direzione dei lavori di Lorenzo Porciatti. Scolpito in marmo bianco, è stato collocato qui nel 1925 e più tardi circondato da pilastrini in ghisa, il materiale d’eccellenza a Follonica, prodotto nella Fabbrica fondata dal Granduca Leopoldo II di Lorena negli anni Trenta dell’Ottocento a pochi passi da qui, oltre il Palazzo Comunale e il muro della magona, che ne delimita il perimetro. Oggi la cosiddetta Area Ex Ilva è un grande parco che racchiude la biblioteca comunale, il teatro, il Museo Magma (che racconta proprio questa storia), un centro espositivo e fieristico, ma fino agli anni Sessanta del Novecento erano attivi gli impianti industriali che trasformavano il minerale ferroso proveniente dall’Isola d’Elba in elementi di arredo urbano in ghisa. Una produzione dai connotati artistici, grazie al lavoro di maestranze abilissime, che ancora si apprezzano nei due principali monumenti cittadini, la Chiesa di San Leopoldo e il Cancellone, ma anche nei balconi e nelle roste che decorano le facciate e i portoni di molte abitazioni delle vie adiacenti.
