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	<title>Storia Archivi - Follonica</title>
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	<description>Follonica Online - Il tuo portale per le vacanze nella Maremma Toscana</description>
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		<title>XX GIORNATA NAZIONALE DEL TREKKING URBANO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 10:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 31 Ottobre partecipa a Follonica alla XX Giornata Nazionale del trekking urbano! Molti ritengono che Follonica al di fuori di uno splendido mare abbia ben poco da mostrare. Niente di più sbagliato, per chi sa guardare Follonica offre inaspettati spunti storici. L’escursione prende il via dalla piazza Don Minzoni, alle ore 9:00 per scendere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 31 Ottobre partecipa a Follonica alla XX Giornata Nazionale del trekking urbano!</p>
<p>Molti ritengono che Follonica al di fuori di uno splendido mare abbia ben poco da mostrare.</p>
<p>Niente di più sbagliato, per chi sa guardare <a href="https://follonicaonline.it/">Follonica</a> offre inaspettati spunti storici.</p>
<p>L’escursione prende il via dalla piazza Don Minzoni, alle ore 9:00 per scendere lungomare dove, emerge una bella villa liberty dei primi del ‘900. Spostandoci verso il centro sarà divertente cercare gli antichi oggetti prodotti dalla fonderia che ornano gli edifici della città. La passeggiata ha il suo punto centrale nella visita all’area dell&#8217;antica fonderia, oggi oggetto di un&#8217;importante operazione di rigenerazione urbana. Si prosegue lungo le strade del centro storico, dove visiteremo il Duomo dedicato a San Leopoldo, straordinaria chiesa costruita in gran parte in ghisa, continueremo per piazza Vittorio Veneto col Monumento ai Caduti per raggiungere il MEQ, il Mercato coperto di Qualità. Attraverso via Bicocchi, una delle arterie di <a href="https://www.comune.follonica.gr.it/">Follonica</a>, torneremo quindi verso il punto di partenza, per un tempo di percorrenza intorno alle 4 ore.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Visita virtuale di Follonica (seconda parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bianca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 15:48:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Visita virtuale di Follonica – dal Mare all’ILVA (Seconda parte) Il Cancellone dell’ILVA è uno dei simboli di Follonica: un enorme portale in ghisa, decorato con allegorie dei quattro elementi naturali: acqua, terra, fuoco e aria, permette di entrare all’interno di una fonderia, che sotto la direzione del Granduca Leopoldo II di Lorena, conobbe grande [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Visita virtuale di Follonica – dal Mare all’ILVA</strong></p>
<p>(Seconda parte)</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-23865" src="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/03/Magma-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/03/Magma-300x300.jpg 300w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/03/Magma-1024x1024.jpg 1024w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/03/Magma-150x150.jpg 150w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/03/Magma-1536x1536.jpg 1536w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/03/Magma-2048x2048.jpg 2048w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/03/Magma-266x266.jpg 266w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il Cancellone dell’ILVA è uno dei simboli di Follonica: un enorme portale in ghisa, decorato con allegorie dei quattro elementi naturali: acqua, terra, fuoco e aria, permette di entrare all’interno di una fonderia, che sotto la direzione del Granduca Leopoldo II di Lorena, conobbe grande importanza tanto da essere considerata una delle più importanti fonderie di Europa, tanto importante da meritare un ingresso così monumentale.</p>
<p>All’interno del recinto di mura troviamo tutta una serie di edifici che in passato, la fabbrica ha chiuso nel 1960, avevano un ruolo nella lavorazione della ghisa, alcuni di questi oggi sono ristrutturati, altri invece attendono una prossima valorizzazione che porterà al suo meritato splendore una zona si industriale ma che rappresenta il cuore storico della città.</p>
<p>Meritano particolare attenzione il Palazzo Granducale, situato a destra immediatamente dopo il Cancellone, era la dimora principesca di Leopoldo II, oggi Caserma dei Carabinieri Forestali. Proseguendo incontriamo un edificio scolastico, in passato osteria, macelleria e dispensa, quindi falegnameria. Ancora oltre notiamo i due edifici che per primi furono costruiti in Follonica alla fine del 1400: l’attuale biblioteca, che nasce come fonderia, quindi mulino ed infine officina meccanica; ed il <a href="https://follonicaonline.it/magma/">Museo Magma</a>, inizialmente mulino, poi fonderia. In quest’ultimo edificio è stato allestito un moderno museo che su tre piani offre una esaustiva spiegazione sulla nascita e la storia della Fabbrica del ferro di Follonica.</p>
<p>Usciti dal Museo, proseguiamo in direzione di due imponenti edifici di colore rosso mattone, la Fonderia n°1 oggi spazio espositivo e congressuale, e la Fonderia n°2, moderno teatro con ricco cartellone di eventi durante tutto l’anno.</p>
<p>Conviene uscire dal recinto magonale da uno degli ingressi su Via Roma, ma prima di terminare il tour, consigliamo di vistare il vicino Duomo di Follonica intitolato a San Leopoldo. Ciò che rende straordinaria questa chiesa, costruita nel 1837, è di essere stata costruita in gran parte in ghisa! Colonne, rosone, altare perfino le formelle della Via Crucis sono in ghisa, ciò rende questo tempio unico al modo!</p>
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		<title>Le Ville Liberty a Follonica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Follonica Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 14:40:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stile liberty si ispira alla natura e comprende motivi floreali e vegetali, viti, animali, insetti e piccoli molluschi insoliti. Questo stile che nasce in Belgio, a cavallo tra il 1800 e il 1900 in Italia, è presente soprattutto a Torino, caratterizzato da decorazioni eleganti, forme lineari, coerenza stilistica e progettuale tra funzione e forma. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stile liberty si ispira alla natura e comprende motivi floreali e vegetali, viti, animali, insetti e piccoli molluschi insoliti.<br />
Questo stile che nasce in Belgio, a cavallo tra il 1800 e il 1900 in Italia, è presente soprattutto a Torino, caratterizzato da decorazioni eleganti, forme lineari, coerenza stilistica e progettuale tra funzione e forma. I materiali principalmente utilizzati sono il ferro, il vetro e il cemento.<br />
Gli architetti del periodo si rifecero anche all’Art Nouveau con elementi del Rococò come fiamme, conchiglie, alghe e fili d’erba; utilizzarono macchinari per la creazione delle loro opere.</p>
<p>Anche a Follonica appaiono notevoli esempi di liberty, soprattutto in alcune Ville del Centro. Di seguito le emergenze più significative:</p>
<p><strong>VILLA BENEDETTI</strong> Costruita nei primi del XX secolo, è situata in via Battisti, proprio di fronte al lato Ovest della chiesa di San Leopoldo. Si presenta come un pregevole villino in stile eclettico, nato dalla mescolanza dei migliori stilemi dell’epoca, con decorazioni liberty.<br />
<img decoding="async" class="alignnone wp-image-23758 size-full" src="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/01/1.png" alt="" width="166" height="187" srcset="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/01/1.png 166w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/01/1-768x865.png 768w" sizes="(max-width: 166px) 100vw, 166px" /></p>
<p><strong>VILLA SANT’ANNA</strong> è, probabilmente la più visibile e conosciuta, in quanto ubicata sul lungomare Italia, via di grande afflusso, soprattutto durante le belle giornate ed il periodo estivo è stata realizzata negli anni venti del Novecento e presenta motivi liberty ed una torretta ottagonale.<br />
<img decoding="async" class="alignnone wp-image-23759 size-full" src="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/01/2.png" alt="" width="175" height="141" srcset="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/01/2.png 175w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/01/2-768x618.png 768w" sizes="(max-width: 175px) 100vw, 175px" /></p>
<p><strong>VILLA MONCIATTI</strong> Si trova in via Bicocchi, la strada che dal centro di Via Roma, conduce alla stazione ferroviaria e si presenta con un marcato stile neoclassico con bifore neogotiche e decorazioni liberty in ghisa.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-23761 size-full" src="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/01/3.png" alt="" width="245" height="181" srcset="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/01/3.png 245w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/01/3-768x567.png 768w" sizes="auto, (max-width: 245px) 100vw, 245px" /></p>
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		<title>Quali isole si vedono dalla spiaggia di Follonica?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Follonica Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 10:21:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Follonica si trova al centro di un golfo delimitato a nord dal promontorio di Piombino e a sud dal promontorio di Punta Ala, tale posizione permette di godere di un bel paesaggio marino. Orlato all’orizzonte dalla sagoma di alcune isole. Dalla spiaggia, con le spalle rivolte alla città e lo sguardo al mare, più lontana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24008 alignleft" src="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2022/01/Panoramica-Golfo-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Follonica si trova al centro di un golfo delimitato a nord dal promontorio di Piombino e a sud dal promontorio di Punta Ala, tale posizione permette di godere di un bel paesaggio marino. Orlato all’orizzonte dalla sagoma di alcune isole.</p>
<p>Dalla spiaggia, con le spalle rivolte alla città e lo sguardo al mare, più lontana a nord ovest e quando le condizioni atmosferiche lo consentono, si riesce a vedere un tratto dell’estremo nord della Corsica, nonostante sia distante oltre 100 km (circa 50 miglia marine).</p>
<p>L’isola che, invece, occupa la maggior parte dell’orizzonte di fronte a Follonica è l’isola d’Elba; impossibile da non vedere, è a soli 20 km in linea d’aria (10 miglia circa) e, anche nei giorni di maltempo, risulta sempre visibile. Se immaginiamo l’Elba come un rettangolo, la parte di isola che vediamo da Follonica è il lato corto; dalla nostra città quindi si scorgono Cavo, Rio Marina, Porto Azzurro e Capoliveri.</p>
<p>A 8 km dall’Isola d’Elba, più vicina a Follonica, troviamo Cerboli, un isolotto molto piccolo con un’estensione di soli 0,04 kmq, ma interamente ricoperto di macchia mediterranea, cisto marino e lentisco. Nel 2020 l’isola è stata acquistata da un giovane tedesco appassionato di birdwatching e di avvistamento di balene.</p>
<p>Spostando sensibilmente lo sguardo verso est, l’isola che vediamo è Montecristo che si estende per circa 10 km/q e si trova più o meno a 80 km (40 miglia marine) di distanza da Follonica.</p>
<p>L’isola è gestita dal Reparto dei Carabinieri delle Biodiversità di Follonica, un corpo militare che si occupa della protezione e dello studio della flora e fauna dell’isola, rare e particolari.</p>
<p>Per visitare Montecristo è possibile prenotare un’escursione attraverso il portale web del Parco Nazionale Arcipelago Toscano (https://prenotazioni.islepark.it/montecristo/). Le prenotazioni, generalmente, si aprono a gennaio ed i 1875 posti disponibili annuali si esauriscono in pochi giorni.</p>
<p>Spostando ancora più ad est lo sguardo, l’ultima isola che si riesce a vedere, proprio di fronte al promontorio di Punta Ala è l’isola dello Sparviero.</p>
<p>In Maremma è più conosciuta come isola di Troja, a causa della sua forma: sembra infatti che sia una femmina di maiale, (la troia, appunto) e che gli scogli che le affiorano vicino siano dei porcellini intenti a seguire la madre.</p>
<p>L’isolotto è molto vicino anche a Follonica, ci sono circa 10 km in linea d’aria (5 miglia marine) ed è anche vicinissimo alla terra ferma: da Punta Ala c’è solo 1 miglio di distanza.</p>
<p>Nella sua parte più alta, quale emergenza storica, è presente una torre di avvistamento di epoca tardo medievale, la Torre degli Appiani, che costituiva uno degli avamposti meridionali del Principato di Piombino.</p>
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		<title>&#8220;LA MAREMMA AI TEMPI DI LEOPOLDO II&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Follonica Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2021 16:43:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo si racconta una serie di suggestioni su Follonica tratte dalle memorie di Leopoldo II, una sorta di diario in cui il Granduca racconta con dovizia di particolari e indubbia prosa, la sua esperienza in Toscana, terra in quegli anni, i primi decenni dell&#8217;800, dai molteplici aspetti, ricca e sfarzosa, ma anche, nelle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://follonicaonline.it/la-maremma-ai-tempi-di-leopoldo-ii/">&#8220;LA MAREMMA AI TEMPI DI LEOPOLDO II&#8221;</a> proviene da <a href="https://follonicaonline.it">Follonica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo si racconta una serie di suggestioni su <strong>Follonica</strong> tratte dalle memorie di<strong> Leopoldo II</strong>, una sorta di diario in cui il Granduca racconta con dovizia di particolari e indubbia prosa, la sua esperienza in<strong> Toscana</strong>, terra in quegli anni, i primi decenni dell&#8217;800, dai molteplici aspetti, ricca e sfarzosa, ma anche, nelle lande della costa centro meridionale, afflitta da miseria, malattia e morte.</p>
<p>La Maremma entra nel cuore di Leopoldo che cerca nei modi più diversi di risollevarla da quello che sembra un destino ineluttabile.</p>
<p>Nel 1828 Leopoldo tra i suoi viaggi nel <strong>Granducato</strong> ne compie uno, a cavallo, da <strong>Piombino</strong> verso Follonica e quindi al Puntone. Le nostre prime suggestioni vengono da qui: lungo la Cornia (Leopoldo per i corsi d&#8217;acqua usa il genere femminile, uso rimasto in Maremma fino a giorni nostri) ancora non incanalata nel suo tratto terminale, le terre si impaludavano creando trappole mortali per uomini ed animali: “&#8230; si vide un bove fitto nella mota fino al collo: con l’aiuto dei cavallari fu legato, si trasse fuori, stette in piedi, ricadde e rimase&#8230;.”<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-23707 " src="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG-2873.jpeg" alt="" width="384" height="238" srcset="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG-2873.jpeg 828w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG-2873-768x475.jpeg 768w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG-2873-600x371.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23712 alignright" src="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2021/11/via-roma-2.jpg" alt="" width="304" height="223" srcset="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2021/11/via-roma-2.jpg 800w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2021/11/via-roma-2-768x562.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 304px) 100vw, 304px" />Il viaggio continua tra mille difficoltà e con tempi oggi inimmaginabili e passato Vignale: “&#8230;Follonica apparve. Fiumi d’acqua calda precipitosi movevano edifici, erano mezzi industriali e speranze di <strong>Miniere nel Massetano</strong>, gli uomini erano dall’interessi condotti nel campo dove morte mieteva&#8230;”</p>
<p>Follonica città industriale, in cui l&#8217;acqua della Gora fornisce la forza viva alle macchine delle fonderie. La malaria però incombe: nei campi si muore, ma si muore anche in fonderia, tanto che a Giugno la fabbrica chiude i battenti e riapre solo a Novembre. In estate si torna dalla famiglia, spesso lontana,</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-23708 " src="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2021/11/scansione0062.jpeg" alt="" width="419" height="242" srcset="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2021/11/scansione0062.jpeg 1524w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2021/11/scansione0062-768x443.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 419px) 100vw, 419px" /></p>
<p>nell’Appenino e oltre.</p>
<p>Per secoli la Maremma è stata terra di malattia e di miseria, aspetto che appare anche nelle prime foto d&#8217;epoca in cui questi aspetti si notano al primo sguardo, nelle viste, squallide, di città e campagne, ma soprattutto nell&#8217;aspetto dei suoi abitanti.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://follonicaonline.it/la-maremma-ai-tempi-di-leopoldo-ii/">&#8220;LA MAREMMA AI TEMPI DI LEOPOLDO II&#8221;</a> proviene da <a href="https://follonicaonline.it">Follonica</a>.</p>
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		<title>UN PO’ DI STORIA DEL CARNEVALE FOLLONICHESE</title>
		<link>https://follonicaonline.it/un-po-di-storia-del-carnevale-follonichese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Follonica Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 14:09:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo che avrebbe dovuto essere periodo del Carnevale Follonichese, ma che cause di maggior forza hanno impedito, è comunque bello ricordare quali siano le origini del carnevale cittadino, inizialmente denominato CARNEVALE MAREMMANO. Il Carnevale Maremmano nacque ufficialmente nel 1910 e, inizialmente, si esprimeva solo attraverso feste e veglioni. A partire dagli anni 20 dello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-16521 alignleft" src="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2019/02/carnevale-locandina.jpg" alt="" width="628" height="332" srcset="https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2019/02/carnevale-locandina.jpg 628w, https://follonicaonline.it/wp-content/uploads/2019/02/carnevale-locandina-768x406.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 628px) 100vw, 628px" />In questo che avrebbe dovuto essere periodo del <a href="https://follonicaonline.it/carnevale-follonichese/">Carnevale Follonichese</a>, ma che cause di maggior forza hanno impedito, è comunque bello ricordare quali siano le origini del carnevale cittadino, inizialmente denominato CARNEVALE MAREMMANO.</p>
<p>Il Carnevale Maremmano nacque ufficialmente nel 1910 e, inizialmente, si esprimeva solo attraverso feste e veglioni.</p>
<p>A partire dagli anni 20 dello scorso secolo vennero introdotte le sfilate di carri allegorici, allora trainati da cavalli, che continuarono a svolgersi anche durante il periodo della seconda guerra mondiale, fino al 1962, quando il Carnevale Maremmano subì un’interruzione, nonostante il congruo programma:</p>
<p><a href="http://www.carnevalefollonichese.it/wp-content/uploads/2016/01/Programma-12-Edizione-1962.pdf">http://www.carnevalefollonichese.it/wp-content/uploads/2016/01/Programma-12-Edizione-1962.pdf</a></p>
<p>L’interruzione durata del 1962, fu dovuta soprattutto al fatto che allora come oggi, il Carnevale di Follonica e tutto ciò che ad esso ineriva, era fatto da volontari, che in quel periodo si erano ritrovati a non poter più sopperire a tutte le spese di una manifestazione che diventava sempre più costosa, tanto da essere costretti a sospenderla.</p>
<p>Gli anni più ferventi furono quelli dal 1950 al 1960, periodo in cui la manifestazione raggiunse il suo massimo splendore e tutta la popolazione follonichese fu coinvolta, a livello volontario, nell’organizzazione e nella realizzazione dell’evento, che era ormai diventato istituzionale e di gran richiamo per la città di Follonica.</p>
<p>Dopo la sospensione, durata ben 18 anni, nel 1980 il Carnevale rinacque in riva al Golfo e Follonica si riapproprio di una tradizione, che orami sembrava essere rimasta negli angoli della memoria dei follonichesi.</p>
<p>Proprio allora venne indetto un concorso per creare quello che sarebbe divenuto il Manifesto Ufficiale del Carnevale Follonichese, concorso vinto dal pittore locale Olando Carducci, ispirato al volto noto di “Gigi del Golfo”, all’anagrafe Luigi Saragosa (1924 -1985) follonichese da sempre impegnato nella promozione del Carnevale e persona conosciuta ed amata dagli abitanti della città.</p>
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		<title>FOLLONICA: DA CITTA’ FABBRICA A STAZIONE BALNEARE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Follonica Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2021 13:59:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con una serie di articoli, che man mano saranno pubblicati su questo sito, si ha l&#8217;intento di illustrare quale sia stata l&#8217;evoluzione di Follonica, nata come villaggio industriale, a divenire nel corso degli anni stazione balneare e, di seguito, importante città a velleità soprattutto turistica. Di seguito si illustra il processo nella sua prima fase: [&#8230;]</p>
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<p>Nel 1900, Guido Carocci, fiorentino con una formazione da autodidatta che si fondava soprattutto sull’ esperienza diretta scriveva che a Follonica, sulla spiaggia, era stato costruito “<em>uno stabilimento balneario, divenuto ben presto un importantissimo e ridente luogo di ritrovo”</em>.</p>
<p>Il piccolo stabilimento, successivamente dotato della sua “rotonda sul mare”, sebbene facesse sperare in una futura “Follonica Beach”, non poteva ancora essere considerato espressione di velleità turistiche della cittadina, date soprattutto le condizioni socio-economiche del periodo. La villeggiatura a Follonica era infatti molto provinciale e di tipologia familiare e aveva quasi sempre uno scopo terapeutico: i benefici dei bagni in mare e del respirare l’aria salmastra.</p>
<p>E’ difficile conoscere la tipologia del turismo dell’epoca e se fosse elevato o evoluto ma è sicuramente probabile che la maggioranza di essi provenisse dall’entroterra massetano. In ogni caso, sulla Guida Bertarelli del Touring Club italiano, nel 1923, citava Follonica come luogo in cui “<em>finalmente debellata la malaria”</em> era divenuta “<em>stazione balneare”</em> e niente più di questo. Si può comunque fare un calcolo, più o meno quantitativo delle presenze turistiche dell’epoca, considerando che nel 1925 venne ristrutturata la sala del <em>Cinema Tetro tirreno</em> e nel 1933 si inaugurò il primo <em>Campo da Tennis </em>(il secondo venne realizzato nel 1940), mentre nel 1938 nasceva un altro stabilimento balneare e veniva inaugurato il cinema all’aperto “<em>Arena Roma”.</em> Lo sviluppo della Follonica turistica, inizia a delinearsi nel 1935, quando la troviamo citata sulla Guida T.C.I. della Toscana che ne da’ questa descrizione: “<em>una pineta che accresce il pregio alla stazione balneare, sorta lungo</em> <em>l’estesa spiaggia”</em>. P</p>
<p>roprio su questa guida, si segnalano gli alberghi <em>Minerva</em> (16 camere),<em> Savoia </em>(13 camere), <em>Roma </em>(8 camere). Questo a testimonianza di un incremento turistico abbastanza congruo, nonostante Follonica fosse al tempo descritta come la <em>“marina naturale”</em> di Massa Marittima, posta in posizione privilegiata al centro del Golfo, tra il promontorio di Punta Ala e quello di Piombino, con di fronte le isole che sembrano fare da barriera al Golfo stesso. Nelle Guide Turistiche dell’epoca, viene sempre e comunque sottolineata la presenza importante di una vasta pineta, che costeggia tutta la spiaggia e ne accresce il pregio.</p>
<p>Nonostante questo però, dai testi a disposizione, non si deducono ancora segni di uno sviluppo del turismo di <em>elìte </em>come una priorità di Follonica, neanche dalle indicazioni e descrizioni che si possono trovare sull’<em>Annuario dei Comuni e delle Frazioni</em> pubblicato dal T.C.I. nel 1961 e nel quale si censisce Follonica come:<em> “centro balneare che dispone di alberghi di terza categoria, Bologna, Terrazze, Minerva, ; di quarta categoria Stella, Giardino, Centrale, Vega; di pensioni Eden, Ausonia e di locande come Lido, Roma, Aurora, Nella, Viaggiatore.</em> Follonica, comunque, come altre località costiere della Maremma, fino a quel momento rifuggite a causa dell’aria malarica, riscuoteva qualche crescente preferenza in più, soprattutto da parte di coloro che avevano il desiderio di ritemprare il corpo e l’anima lontano dai chiassosi luoghi marini più frequentati (es: Livorno e Viareggio). La città si stava liberando di quei <em>clichès </em>tradizionalmente maremmani , come quelli della cultura del vittimismo e della miseria, del disagio di una terra sventurata, proprio in virtù dell’avventura balneare.</p>
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