La Fonte dell'abbondanza

Come ricorda l’epigrafe sopra la seconda arcata, la fonte, che costituiva la principale risorsa idrica della città, venne fatta costruire nel 1265 dal podestà pisano Ildebrandino. In origine tutte le pareti delle vasche dovevano essere affrescate. L’unico affresco superstite, scoperto casualmente nel 1999, è oggi noto come albero della fecondità. Albero, i cui frutti, a forma di organo sessuale maschile, sono raccolti da figure femminili. Nel XV secolo, il piano superiore ospitava i magazzini della città. Attualmente è stato trasformato in sala polivalente.

Ad oggi l’affresco fa ancora discutere. Secondo alcuni doveva avere una funzione apotropaica, mentre per altri rappresenterebbe il primo “manifesto politico” della storia.

Un dettaglio dell’opera affrescata su una delle pareti di fondo della fonte. In questo stralcio si possono notare due donne che sembrano accapigliarsi per un frutto fallico caduto a terra.