I forni di Valpiana

Lo stabilimento, chiuso definitivamente alla fine del XIX secolo, sono ubicati nei pressi del torrente Ronne, il quale forniva l’energia necessaria per attivare mantici e magli. Le acque arrivavano fino ai forni tramite un complesso sistema di steccaie e canalizzazioni artificiali. Le prime attività estrattive in questa zona risalgono ad un’epoca anteriore all’arrivo dei medici in Maremma. Nel 1377 gli Albizzeschi ottennero dal comune di Massa Marittima la concessione per la costruzione di un forno fusorio. Con il passaggio del territorio massetano al Granducato di Toscana, il complesso siderurgico di valle entrò a far parte della Magona Ganducale. Nel 1599 il complesso venne ampliato con una ferriera, un mulino, delle abitazioni, una chiesa, una osteria, dei magazzini e un granaio. Un secolo dopo fu costruita una nuova ferriera, mentre negli anni successivi vennero effettuati degli interventi per migliorare funzionalità e produttività degli impianti. Nel 1835, le nuove fonderie di Follonica, costruite con tecnologie più all’avanguardia, fecero molta concorrenza a quelle di Valpiana. Questa dinamica portò alla sensibile riduzione delle attività dei forni del polo siderurgico della città di Massa. Per arginare tale fenomeno nel 1883 la società che gestiva lo stabilimento tentò anche una riconversione degli impianti. I forni vennero modificati in modo da poter lavorare il rame con trattamenti elettrolitici. Tuttavia, i proprietari dei terreni presenti in quell’area protestarono molto per i danni che l’inquinamento arrecò alle loro culture. Oggi, i forni, di cui restano principalmente dei ruderi (forno fusorio, ferriera di cima, di mezzo e di fondo), rappresentano un importante esempio della tecnologia siderurgica del XIX secolo.

L’edificio risale al XVIII secolo presenta una facciata semplice con piccolo campanile a con vela. Inizialmente era dedicata alla santissima annunziata.

Degli antichi forni di Valpiana restano soltanto alcuni ruderi. Ciononostante, rappresentano comunque un importante documento della tecnologia siderurgica di epoca settecentesca. Il riquadro in rosso identifica l’estensione planimetrica dei forni sul catasto dei primo del ‘900.

Il palazzo, denominato dei Ministri, fu costruito nel 1578 per accogliere gli amministratori dei forni fusori dello stabilimento siderurgico di valpianese. Sulla facciata è stato apposto un grande stemma mediceo sormontato da una corona in ferro.