Cattedrale di San Cerbone

Il duomo risale alla metà del XII secolo. Nei rilievi dell’architrave della porta principale è illustrata la vita di San Cerbone, vescovo di Populonia. Molto probabilmente il nucleo principale della cattedrale è stato costruito sopra una chiesa precedente, della quale si hanno notizie in un documento del 1099. Lo stile architettonico rispecchia le forme del romanico pisano.

Tuttavia, sono riconoscibili anche successivi interventi di impronta gotica, la terminazione cuspidata della facciata e l’abside ornata da alte finestre ogivali ne sono un chiaro esempio. Entrambi i lati del complesso sono caratterizzati da una fuga di archi ciechi che termini in corrispondenza del campanile. Una caratteristica che ha fatto pensare alla presenza di un edificio più antico.

Come ricorda un’epigrafe posta sul pilastro a destra della cupola, nel 1287 vennero eseguiti i lavori di ampliamento dell’abside. Della parte originaria del campanile invece rimane solo la parte inferiore, almeno fino alle prime bifore, il resto è stato pesantemente rimaneggiato. La cattedrale custodisce al suo interno un patrimonio artistico veramente notevole.

Tra le opere più importanti possiamo annoverare il fonte battesimale, l’arca di San Cerbone ed alcuni capolavori di Duccio Buoninsegna e della sua scuola. Il fonte battesimale è composto da due parti: una inferiore realizzata nel 1267 e una superiore terminata nel 1447. Il bassorilievo scolpito sulla vasca raffigura le storie di San Giovanni, San Cerbone e San Regolo. L’elemento superiore invece, a forma di tempietto, ospita, entro delle nicchie la rappresentazione di profeti e patriarchi.

L’arca di San Cerbone realizzata da Goro di Gregorio nel 1324 richiama la forma di un urna. I lati dell’arca sono decorati da otto storie relative alla vita di San Cerbone, mentre la copertura presenta dodici medaglioni ritraenti la Vergine, lo stesso San Cerbone, Santi e profeti. Nella cappella alla sinistra dell’altare maggiore è collocata la Maestà attribuita a Duccio di Buoninsegna, la quale probabilmente è stata dipinta da un artista della sua scuola. Un documento indica il 1316 come data di realizzazione dell’opera, e dunque 5 anni dopo il compimento della più famosa Maestà posta come pala d’altare nel duomo di Siena.

La cattedrale è stata realizzata in stile romanico pisano. Tuttavia, non mancano interventi riconoscibili di impronta gotica. I rilievi zoomorfi posti sopra all’architrave, così come le formelle sottostanti, sono di fattura duecentesca.

Nelle formelle sono stati scolpiti cinque episodi della vita del Santo patrono di Massa: San Cerbone. Esso, fa parte di un gruppo di santi nord Africani ai quali fu attribuito un ruolo cruciale nella lotta contro i culti Ariani.

Un dettaglio dell’architrave. In questa formella S. Cerbone è accerchiato da alcune fiere in un anfiteatro per ordine del re goto Totila. I volti scolpiti nella parte superiore hanno lo sguardo rivolto verso quello che accade nella parte sottostante.